La Biodanza si propone di superare le scissioni presenti nell’uomo civilizzato, quella interiore e quella che lo separa dai suoi simili e dalla Totalità. Sono scissioni causate dei fattori dissocianti espressi dalla nostra civiltà, scissioni che creano dissociazioni tra il suo pensiero, i suoi gesti, i suoi sentimenti e la sua azione. Gli effetti sono davanti ai nostri occhi: la scomparsa di relazioni umane basate sull’affetto, l’aumento della discriminazione e della violenza, le guerre.
Biodanza propone di imparare a muoversi con musicalità, a esprimere le emozioni, a comunicare meglio, a riconoscere il proprio valore e quello degli altri. È la danza stessa che possiede delle proprietà integranti. La danza rappresenta una forma espressiva innata dell’essere umano.
Recuperare il ritmo, l’entusiasmo, l’allegria. Sentire la forza e la fiducia in se stessi. Ritrovare il piacere di sciogliersi, di lasciare andare le tensioni. Ritornare a commuoversi. Entrare in contatto con cura. Provare dolcezza. Percepirsi in armonia con gli altri.
L’obiettivo primario della Biodanza è la riattivazione della funzione primordiale di connessione con la vita seguendo un percorso di sensibilizzazione ai propri istinti di base. Riconnettersi con la vita permette ad ogni individuo di indirizzarsi verso forme di azione che rinforzano il suo sviluppo e di integrarsi a sé, alla specie e all’universo. Ritrovare l’etica della vita.
Biodanza, la ricetta del benessere
Cos’è
Ideata dal professor Rolando Toro, psicologo, antropologo e poeta cileno, recentemente scomparso all’età di 85 anni, la Biodanza è un metodo di espressione e sviluppo delle potenzialità individuali basato sulla musica, sul movimento e la comunicazione di gruppo. Attraverso un’accorta sequenza di brani musicali ed esercizi specifici (detto “vivencia”) l’istruttore di Biodanza stimola il cosiddetto “inconscio vitale” che nell’uomo, come in ogni essere vivente, si fonda sugli istinti. Le grandi potenzialità di ciascun individuo – che la Biodanza individua in cinque filoni: vitalità, sessualità, creatività, affettività e trascendenza – ne escono rivalutate ed esaltate con benefici effetti, tutte le sfere dell’esistenza: dalla vita di relazione a quella professionale, al benessere fisico, alla resistenza allo stress, alla capacità espressiva. In altre parole, la Biodanza restituisce il piacere di vivere e rafforza l’autostima, ponendosi come metodo alternativo per affrontare un vero e proprio rinnovamento
esistenziale.
A chi si rivolge
La Biodanza lavora su bisogni “universali”, comuni a ciascun individuo. Non esistono dunque modelli standard d’ispirazione né sono richieste capacità particolari ai partecipanti (neppure quella, apparentemente ovvia, di saper danzare). Il metodo interessa dunque tutti – bambini, adolescenti, adulti e anziani -, senza distinzione di sesso o di stato di salute: basta solo il desiderio di sentire la gioia di vivere.
I benefici
Stimolando le cinque potenzialità, la Biodanza dona a ciascuno quello di cui più necessita: allegria, creatività, affetto, tenerezza e trascendenza (intesa come empatia con gli esseri umani e la natura). Ma al di là di una generale sensazione di leggerezza e “ringiovanimento”, gli utenti della Biodanza si giovano di benefici effetti anche dal punto di vista fisiologico. Sono note, infatti, le conseguenze dello stress e delle pressioni psicologiche o ambientali sul benessere fisico della persona: la Biodanza è in grado di intervenire con esercizi che possono migliorare le funzionalità del sistema nervoso, del sistema immunitario e del sistema endocrino ed attenuare i tipici disturbi di natura psicosomatica (ulcera, insonnia, cefalea, ipertensione, etc.). Un effetto armonizzatore che riduce le conseguenze dello stress e fa scoprire una dimensione più armonica del vivere. Per quanto riguarda i bambini, infine, la Biodanza si propone come metodo di educazione affettiva, in alternativa a un sistema sociale che ha fatto dell’aggressività una pericolosa fonte d’ispirazione ed emulazione.
(approfondimento di Blasco Bonito)
